Capsule Photo di Gente di Fotografia è la nuova collana editoriale di Gente di Fotografia Edizioni.
Libri che raccontano storie, visioni di autori che sanno cogliere frammenti dell'esistenza e trasformarli in qualcosa di universale.
Pubblicazioni d'autore dove ogni volume è unico, risultato di un processo creativo che unisce visione artistica e eccellenza tipografica: dalla scelta accurata della carta alla resa cromatica, dalla rilegatura raffinata al design innovativo e coerente.
Capsule Photo di Gente di Fotografia, attraverso i canali di distribuzione di Gente di Fotografia Edizioni, è una collana che raggiunge le librerie specializzate e gli appassionati del settore con la cura editoriale necessaria a garantire un prodotto di qualità.
Capsule Photo di Gente di Fotografia: piccole tirature, nuovi formati, grandi sentimenti.
Autore: Silvio Canini
Testi: Attilio Lauria
Pagine: 30 + 4 pagine cover
Lingua: Italiano
Mese/Anno: Marzo 2026
Formato: 110x230 mm
Confezione: Leporello incollato a cartellina + nastri in raso nero per apertura
ISBN 978-88-88290-14-0
€ 25,00
È la foto segnaletica, così densa di implicazioni da essere oggetto di un noto testo di Ando Gilardi, ad essere utilizzata da Silvio Canini per raccontare una storia alla Gabanelli maniera, di quelle sul “come è andata a finire”. E in questo caso, grazie a Stefano e Valeria, è andata bene.
Già, perché il destino dei cani randagi può essere diverso, in una sorta di cinica roulette quotidiana, a seconda che a trovarli siano per primi gli accalappiacani, o quei ‘matti’ col demone dell’etica creaturale, intenzionati a sottrarli all’oblio da 41 bis - ma senza collegio difensivo, e senza tre gradi di giudizio - del canile. E poco importa in questo racconto che la foto segnaletica sia una strada retoricamente abusata; conta il valore di verità di quella metafora, il racconto di destini che s’incrociano, e che valgono a denunciare, per contro, tutte le altre storie invisibili di reclusione routinaria fatte di abbandono e maltrattamento.
Linguisticamente vicino alla comunicazione da campagna/booklet per il fundraising, “Io randagio” si presenta come un articolato atto di significazione, tra le cui dinamiche la fotografia è in realtà solo uno dei linguaggi - insieme a quello testuale, e a quello grafico delle impronte - che compongono l’immagine finale. E sebbene l’io narrante abbandoni con un mutamento di prospettiva la regola di univocità, la combinazione dei tre diversi linguaggi raggiunge comunque con efficacia l’obiettivo di conferire a questi ex randagi un’identità, affiancando alla foto segnaletica il segno più inequivocabile dell’identità, quelle impronte raffigurate con un gusto calligrafico vicino ai sinogrammi orientali.
È dunque grazie a questa operazione di conferimento d’identità, realizzata con il concorso della fotografia, che l’Autore strappa i protagonisti di questo racconto all’anonimato del genere indistinto dei randagi, avvicinandoli così alla nostra umanità di spettatori, e parlando, attraverso le loro vicende, della storia di ‘solidarietà’ di Stefano e Valeria.
(dal testo introduttivo di Attilio Lauria)
Autore: Simone Bacci
Testi: Michele Smargiassi
Pagine: 76 + Libreta di pagine 20
Lingua: Italiano/Spagnolo/Inglese
Mese/Anno: Marzo 2026
Formato: 220x142mm
Confezione: Punto metallico con tasca in III cover
ISBN 978-88-88290-13-3
€ 22,00
Il pollo è un vecchio amico degli studenti di statistica. Sapete, no: uno mangia due polli, l’altro nessun pollo; quindi, abbiamo mangiato un pollo a testa… Ma quando il pollo no hay, non c’è, le statistiche e i loro inganni stanno letteralmente a zero. Il pollo è carne rivoluzionaria. Carne dell’orgoglio patriottico. Il pollo è l’unica carne prevista dalla canasta basica familial (il paniere familiare) detto anche cuota, insomma dall’elenco delle merci alimentari alle quali il cittadino di Cuba dovrebbe avere diritto, presentando al banco del macellaio la sua libreta de abastecimiento, vale a dire la tessera annonaria, un quaderno molto simile al libro, ma delle dimensioni che trovate imitate nel fascicoletto dentro la tasca della retrocopertina.
Ma il pollo no hay. Non c’è. Oggi no hay. Domani? Chissà.
Il macellaio te lo dirà con un sorriso di rassegnata ironica solidarietà. Lo stesso che si vide rivolgere Simone Bacci, la prima mattina del suo primo soggiorno a Cuba, nel 2016, quando, da italiano caffeinodipendente, pensò che per farsi un buon caffè per colazione bastasse scendere in bodega e comprarne un pacchetto. No, il caffè no hay. […] Dopo qualche giorno, si abituò al mantra. Ma soprattutto, cominciò a vedere quegli scaffali desolati, semivuoti o vuoti del tutto, dove a volte solo qualche etichetta scritta a mano, come una specie di lapide ai caduti, parla di merci che forse un tempo erano lì, ma non più, no hay […]
No hay riso, no hay farina, no hay nada, o quasi nada. Per non dire delle farmacie, dove il no hay, da una condanna al digiuno, diventa l’angoscia di non potersi curare.
(dal testo introduttivo di Michele Smargiassi)
Autore: Massimo Magistrini
Testi: Laura Manione, Massimo Magistrini
Pagine : 84 + risguardi
Lingua: Italiano/Inglese
Mese/Anno: Luglio 2025
Formato: 175x260 mm
Confezione: Brossura svizzera cartonata dorso a vista, blocco libro incollato in terza copertina
Tiratura: 100 copie
ISBN 978-88-88290-12-6
€ 65,00
È intorno alla grammatica che ruota, come l’ago in una bussola, il lavoro di Massimo Magistrini. Lo stesso titolo del volume è affidato a una preposizione, In, che diventa poi prefisso per introdurre le sezioni interne. Con un azzardo, una particella semplice si assume il compito di decifrare un lavoro complesso, articolato in più serie che, considerate nell’insieme, restituiscono una precisa visione della fotografia e del mondo naturale.
Dietro la fotocamera, l’autore assume lo sguardo attento dell’escursionista che si muove in ambienti minimi e tuttavia sa immaginare realtà sconfinate, scrutando e consultando boschi, erbe e fiori spontanei, muschi e antiche mappe nautiche. […]
In-canto ci trasporta nella dimensione silvestre, in un luogo archetipico dove dimorano esuberanza e mistero: è la doppia esposizione in camera ‒ non in postproduzione ‒ a raccoglierli entrambi, dando vita a un processo di sedimentazione e trasformazione.
In-colto interpreta invece l’idea di giardino, di hortus conclusus ben protetto dai bordi dell’immagine e popolato da esemplari comuni eppure straordinari. Qui, oltre alla doppia esposizione che sottolinea svariate combinazioni di elementari forme botaniche, è il bianco e nero a sintetizzare l’intera sequenza, convertendola in una galleria di arazzi sofisticati.
In-esplorato racchiude due cartografie fantastiche redatte con immagini di muschi e foglie di conifere, a cui se ne aggiunge una terza costruita con particolari estrapolati da un antico portolano. […]
(Laura Manione)
Autore: iara di stefano
Testi: iara di stefano, Laura Manione
Pagine: 84 + risguardi
Lingua: Italiano/Inglese
Mese/Anno: Giugno 2025
Formato: 145x195 mm
Confezione: Cartonato cucito dorso quadro + capitelli color ocra, copertina su tessuto Assuan con serigrafia colore rosa cipria
Tiratura: 120 copie
ISBN 978-88-88290-11-9
€ 30,00
Miele e fiele: due sostanze con caratteristiche organolettiche antitetiche, sovente associate a una simbologia che deriva appunto da tale contrasto. «Mel in ore [...] fel in corde» [miele in bocca e fiele nel cuore] citava un detto latino medievale; «in corpo fiele, in bocca miele», scriveva Pirandello ne L’uomo, la bestia e la virtù.
Nel titolo del suo libro, iara di stefano riprende questo antico dualismo per introdurre il racconto di un anno cruciale, un anno di svolta per sua stessa ammissione; racconto che procede per materie e materiali alterni, destinati a generare fratture e ricomponimenti continui. L’organicità del lavoro, che emerge proprio nonostante le apparenti frizioni narrative, è da intendersi quasi in senso biologico: le fotografie, qui, funzionano da filtri su cui si depositano secrezioni dolcissime o amarissime. [...]
(dal testo di presentazione di Laura Manione)
Autore: Silvio Canini
Testi: Sabrina Foschini, Loredana Cavalieri, Silvio Canini
Pagine: 60
Lingua: Italiano/Inglese
Mese/Anno: Marzo 2025
Formato: 182x210 mm
Confezione: Copertina 3 ante su Fedrigoni Materia Terra Gialla 250 g - Confezione dorso nudo, filo a vista grigio
ISBN 978-88-88290-10-2
€ 25,00
Era usanza negli anni sessanta, ma forse anche prima, che per tirar su qualche soldo extra, si affittava la propria casa ai bagnanti che venivano a trascorrere le vacanze al mare mentre noi andavamo a dormire nel garage dove si era rimediato un bagno. I meno fortunati si adattavano nel capanno.
I villeggianti facevano la stagione intera, veniva giù tutta la famiglia con nonni a seguito, solo il padre a volte doveva ritornare al paese a lavorare, mica come adesso che si fatica a fare un week end.
I miei genitori avevano una merceria sul viale principale e non avevano tanto tempo per starmi dietro, così diventavo per l’estate figlio dei turisti e fratello dei loro figli, mangiavo spesso con loro e stavo al mare tutto il giorno, si sfruttava tutto il sole fino a quando c’era.
Ricordo che verso la fine della giornata si andava a cercare il sole per finire i giochi di sabbia, perché quei giganti di cemento lo nascondevano.
(Silvio Canini)
Autore: Antonella Monzoni
Testi: Antonella Monzoni
Pagine: 76 + cover con bandelle
Lingua: Italiano
Anno: 2024
Formato: 165x220 mm
Confezione: cucitura a filo Singer + applicazione foto in cover
Tiratura: 120 copie
ISBN 978-88-947614-6–7
€ 25,00
Dimenticanza è una sorta di memoir che ho realizzato nel 2020, durante la pandemia, per fermare sulla carta l’amore che mi lega a mia madre, scomparsa nel 2019.
Contiene fotografie trovate nei suoi cassetti, fotografie che la ritraggono nell’ultimo periodo della malattia durata più di 7 anni, fotografie che nell’arco di quel lungo difficile tempo scattavo senza consapevolezze precise e che si sono palesate come collante ideale per il racconto emozionale che volevo trasmettere.
Ho impiegato 5 anni per decidere di pubblicare questo libro, prima non ne sono stata capace.
È il mio piccolo scrigno di vissuto e di sentimenti, è la testimonianza di un dolore indimenticato e indimenticabile.
(dal testo di Antonella Monzoni)