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Gaetano Paraggio: Un paesaggio democratico

Gaetano Paraggio: Un paesaggio democratico

Autore: Gaetano Paraggio
Testi: Rossella Nicolò
Pagine: 88 + 4 pagine copertina
Lingua: Italiano
Mese/Anno: Maggio 2026
Formato: 160x210 mm
Confezione: Copertina con bandelle, brossura filo refe
Tiratura: 100 copie

ISBN 978-88-88290-15-7

€ 25,00

L’ESPERIENZA CORPOREA DELLO SPAZIO. La ricerca fotografica di Gaetano Paraggio non si esaurisce nella documentazione visiva ma si configura come un’indagine profonda sulla dimensione relazionale che lega l’interiorità umana al paesaggio urbano. Attraverso il suo sguardo, la provincia di Matera smette di essere margine geografico e offre spunti per un contributo significativo agli studi sulla trasformazione degli spazi contemporanei.
Il metodo di lavoro dell’autore emerge in filigrana: una mappa visiva che prende forma nell’atto fisico di un attraversamento paziente e meditato dei luoghi. Poche volte si lascia trasportare dagli incanti poetici e dalle epifanie che si annidano nelle viuzze silenziose; al contrario, esplora una dimensione smerigliata dove il confronto tra architetture, territori fisici e paesaggi mentali avviene in una tensione tra mondo visibile e invisibile. In queste fotografie, isole di umanità dove sopravvive ciò che la modernità tende a silenziare, emergono due livelli interpretativi fondamentali: il paesaggio come ricerca interiore e la modalità con cui esso interagisce con l’essere umano, attivando un processo di “integrazione osmotica” capace di generare nuovi dispositivi sensibili.
A permeare l’intera opera è la dimensione esperienziale. Ogni fotografia è frutto di una scoperta, di una curiosità, di uno spaesamento, un atto che rinnova costantemente la percezione dell’esistente. […] Paraggio ci consegna così una geografia dell’anima, dove il cemento e la pietra diventano specchi di una sensibilità profonda e vibrante.
[…] Un paesaggio democratico è un taccuino personale fatto di osservazioni, note visive maturate durante il viaggio attraverso le province di Matera, oggi cartine al tornasole che permettono di leggere le evoluzioni e le mutazioni che interessano le società contemporanee. Il senso dei luoghi risiede nella loro configurazione: in questo cantiere iconografico emerge un’estasi di immobilità testimone di un presente traumatico, fatto di scampoli di assenze, nostalgie, perdite, ma anche di elementi sopravvissuti che oscillano tra ardimenti lirici, deciso realismo, attesa di un futuro possibile. Ad attrarre Paraggio, sono soprattutto gli angoli dei sentieri petrosi, nella loro apparizione improvvisa, edifici colti nella loro frontalità, declivi obliqui dagli incerti confini ed elementi anonimi che restituiscono alla fotografia ciò che in genere viene scartato, per essere risignificato in un nuovo orizzonte capace di cogliere la fragilità umana. […] Paraggio è fotografo, in presenza, di “un’assenza” che si attraversa con sguardo attento, orecchio teso, animo vivo, in ascolto delle cose che cullano il tempo, che colgono il battito remoto e segreto dell’esistenza,
vegliano sul passato, sulla diaspora dei morti, sul tempo perduto, provano a definire
il mistero del reale. E quando sfogliamo le pagine di questo libro, il coro muto delle case comincia a cantare e il nostro orecchio è pronto ad ascoltarlo come davanti ad una cerimonia silente.

(dal testo di Rossella Nicolò)