Testi: Nicola Tito, Laura Manione
Pagine: 96 + 4 pagine cover con con risguardi
Lingua: Italiano
Mese/Anno: Giugno 2026
Formato: 250x 210 mm
Confezione: cartonato, brossura cucita filo refe e dorso con capitelli
Tiratura: 200 copie
ISBN 978-88-88290-16-4
€ 35,00
Strumento protesico per sondare l’invisibile, documento dei progressi avvenuti in ambito operativo e diagnostico, testimone degli sforzi profusi dal personale medico e paramedico nella quotidianità e nei momenti cruciali della Storia, la fotografia si è generosamente prestata, con i linguaggi e i generi che le appartengono, a raccontare corpi, conquiste, lavori. Con cura di Nicola Tito, interamente dedicato all’organico infermieristico del reparto di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera–Universitaria Careggi di Firenze, non viene meno a questa sorta di “patto narrativo”. Restringendo il campo all’interpretazione di professioni votate all’assistenza ai pazienti, ampissimi e notissimi sono gli esempi che lo hanno preceduto. Per citarne alcuni: dalle primissime immagini di supporto ai feriti nella Guerra di Crimea – conflitto nel quale, fra l’altro, prestò servizio la pioniera delle infermiere Florence Nightingale – alle innumerevoli fotografie di soccorso nei contesti bellici che hanno segnato il Novecento; dagli straordinari reportage di Eugene Smith Country Doctor e Nurse Midwife, pubblicati su “Life” rispettivamente nel 1948 e nel 1951, alla serie Il parto di Lisetta Carmi, realizzata all’Ospedale Galliera di Genova nel 1968. Fino ad arrivare – e non occorre certo occuparsi di fotografia per ricordarle – alle drammatiche immagini prodotte in periodo pandemico.
Con cura si inserisce dunque in una vastissima letteratura e nasce proprio durante i mesi stravolti dalla comparsa del Covid-19, non tanto per descrivere una situazione straordinaria, quanto per liberare il personale sanitario da ogni retorica e restituirlo alla sua dimensione naturale e atemporale.
Un proposito non immune da insidie, se si considera che Nicola Tito, dal 2022 al 2024, è egli stesso uno degli infermieri dell’Ospedale fiorentino. E rappresentare un mondo di cui si fa parte, significa al contempo auto-rappresentarsi, saper osservare e osservarsi senza concedersi sconti. Per portare a compimento un lavoro di tale complessità, sono occorsi più di due anni. Il risultato, lo si intuisce già sfogliando sommariamente il libro, è ben lontano da una tradizionale e lineare sequenza fotografica.
Come insegna la fotografia contemporanea e come accade quando si desidera descrivere una realtà che ci riguarda, multiforme e fruttuoso è il rapporto che la fotografia ha instaurato fin dalle sue origini con la medicina, si conosce e si ama solo dilatando e destrutturando linguisticamente ciò che non può essere sbrigativamente sintetizzato, si riesce a organizzare un progetto costituito di molteplici elementi visivi ed emotivi.[...]
(dal testo di Laura Manione)