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ARTISTI PRESENTI NEL NUMERO 81

Novità editoriali

Mario Cucchi: C'est la vie...

Mario Cucchi: C'est la vie...

Fotografie di oggetti ben composti ma con qualcosa di anomalo, che li fa somigliare a surreali e stravaganti giocattoli. Però senza nessuna tensione drammatica, senza nessuna atmosfera inquietante. Pure il bianco e nero si presenta lieve. E la composizione risulta equilibrata, perfetta, come solo sa fare un maestro dello still life, quale Mario Cucchi indubbiamente è. Anche il titolo, C’est la vie, ha qualcosa di giocoso, ma con una punta di amarezza.

(dall’introduzione di Gigliola Foschi)

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Giuliana Mariniello: LA CITTÀ VISIBILE (The Visible City)

Giuliana Mariniello: LA CITTÀ VISIBILE (The Visible City)

[...] La città che Giuliana Mariniello sceglie di raffigurare è quella che mostrano gli occhi: caratterizzata da impalcature rivestite di teloni decorati con immagini pubblicitarie o da riproduzioni della struttura architettonica occultata; è lo spazio punteggiato da tabelloni per affissioni collocati sullo sfondo degli edifici; sono automezzi pubblici travestiti con decalcomanie. La sua trascrizione fotografica di questo ambiente, che quasi sempre percepiamo inconsciamente e senza impegnarci a guardare per capire, è riletto mediante un’inquadratura selettiva e con l’uso sapiente dell’à plat di tradizione matissiana, in modo da trasformare radicalmente i rapporti prossemici fra le cose rappresentate e suscitare nuovi significati, frequentemente carichi d’ironia.[...]

(dall’introduzione di Massimo Mussini)

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Franco Carlisi e Francesco Cito: Romanzo italiano

Franco Carlisi e Francesco Cito: Romanzo italiano

Due lavori pluripremiati, esposti variamente in Italia e all’estero, si incontrano per la prima volta e si confrontano in un unico progetto come fossero capitoli distinti ma complementari di un romanzo inedito, che propone attraverso la fotografia una lettura autoriale e originale di uno dei riti di passaggio fondamentali della nostra società.
I due Autori lasciano dialogare le proprie fotografie per comporre insieme una narrazione a due voci su un tema comune, affrontato con un linguaggio differente per intenzione e poetica, ma permeato in entrambi i casi da un approccio che rimane totalmente al di fuori dagli schemi stereotipati della fotografia matrimonialista e si attesta invece su una visione personale e intimistica, libera da mandati o dettami imposti e precostituiti, e totalmente in controtendenza.

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Andrea Calestani: El Navili

Andrea Calestani: El Navili

Ci sono luoghi dove il passato e il presente si incontrano e quasi si confondono in un intreccio al cui fascino è difficile resistere. La pioggia bagna di piccole, noiose gocce il parabrezza dell’automobile trasformandolo in uno schermo su cui le immagini scorrono in un bianconero carico di un’attrazione antica. Lo sguardo del fotografo lo attraversa per soffermarsi su un paesaggio di cui coglie il rigore geometrico: il ponte che definisce l’orizzonte possiede la solennità imponente della facciata di una chiesa ma l’immagine si fa dinamica nella parte inferiore attraversata diagonalmente com’è dalla linea del parapetto che corre lungo il Naviglio. Oggi a quel ferro, a quei tiranti, a quei bulloni i rari passanti dedicano uno sguardo distratto. Eppure questi elementi ancora conservano i segni di un’antica civiltà dove il ferro rappresentava la modernità, la forza che sapeva resistere alle ingiurie del tempo, la sfida al futuro, l’identica audacia che ancora caratterizza le arcate delle stazioni ferroviarie. Andrea Calestani si avvicina ai Navigli con la curiosità di chi Milano l’ha già vissuta in anni lontani ma che ora, di fronte a luoghi che non aveva mai frequentato, la sta riscoprendo.

(dall'introduzione di Roberto Mutti)

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Michela Liverani: La dimensione silenziosa del corpo

Michela Liverani: La dimensione silenziosa del corpo

Susanne Martinet propone un lavoro di ricerca inesauribile.
Il corpo, incarnato, vissuto, si scopre, si sente, vibra.
Per me è stato un risveglio, sulla superficie e nelle viscere.
Il rigore che richiede Susanne durante il lavoro permette di accedere ad una dimensione complessa, che tiene insieme limiti e possibilità, una pratica del sentire. Diventa ricerca, che mai si esaurisce, che tiene insieme linguaggi diversi eppure vicini.
Le fotografie sono state scattate durante gli stage estivi e gli incontri; io, allieva, sentivo il bisogno di scattare, fermare ciò che sentivo e vivevo con il corpo, con tutto il mio essere.
Sono immagini che tentano un equilibrio tra interno/esterno, cercando di connettere il dentro con il fuori. Non hanno l’intenzione di definire, di catalogare, ma di aprire una possibilità di lettura, un punto di vista.

(dall'introduzione di Michela Liverani)

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Fausto Meli: InVisibilia

Fausto Meli: InVisibilia

L’accostamento di elementi appartenenti a realtà diverse è stato uno dei cardini del movimento surrealista, che scelse la frase di Lautrément – “l’ombrello e la macchina da cucire sul tavolo operatorio” – come manifesto di una nuova estetica basata sullo spiazzamento e la contraddizione. La presenza di oggetti notevolmente incongrui nelle opere create da questi artisti puntava a mettere in crisi le nostre attese, per liberare la ragione dal già noto e da associazioni mentali automatiche. Ebbene, anche in ogni fotografia di Fausto Meli è presente un elemento “anomalo”, ma nel suo caso né decisamente incongruo né vistoso, anzi talvolta così poco appariscente da essere individuabile solo prestando attenzione all’immagine. Un elemento inaspettato che, nelle opere di questo autore, si pone in relazione con quel che mostrano le sue fotografie (un edificio avveniristico, un castello affacciato sul mare, un’antica biblioteca, un’isola vulcanica…) creando incontri capaci di generare una nuova bellezza, nuove aperture di senso, nuove riflessioni…
(dall’introduzione di Gigliola Foschi)

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Colomba D'Apolito: d'Après

Colomba D'Apolito: d'Après

Ritagliare un'immagine ha un aspetto paradossale: costringe a venire a patti con la materialità di ciò che per eccellenza giudichiamo impalpabile. John Mitchell, nel suo Pictorial turn, scioglie così l'apparente contraddizione, distinguendo tra image e picture, "Picture [...] è l'immagine come appare su un supporto materiale o in un luogo specifico. [...]. L'immagine [image] non appare mai se non in un determinato medium, ma è anche ciò che trascende i media e può essere trasferito da un medium all'altro". Non si ritaglia una image, dunque, ma una picture. Tuttavia, operare sulla picture significa anche - eventualmente -  generare nuove images.

Il lavoro di Colomba D'Apolito si colloca esattamente in questo solco, testandone limiti e possibilità. Cuts-up, dunque, che operano sul supporto non per una presa di posizione antimoderna, ma per una scelta di campo altrettano precisa.
(dal testo critico di Enrico Gullo, Storico dell'arte e PdD in Storia dell'arte)

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Pierre André Podbielski: Beyond the white wall

Pierre André Podbielski: Beyond the white wall

Pierre André Podbielski è un compagno di viaggio: per corridoi di musei, per sale illuminate dove l’opera d’arte assiste, più che mostrarsi ai visitatori. Assiste a quel pubblico dell’arte che mi ha tenuto compagnia per cinque anni, e che ritrovo con le sue modalità nelle fotografie di Pierre André. Ma il suo tempo fotografico, la sua sorpresa estetica dentro gli spazi espositivi ha una cosa che io non possiedo, e che è dei fotografi veri, che è di uomini come Elliott Erwitt. Pierre André Podbielski è un fotografo ironico, divertito, sospeso, distaccato ma con simpatia. Nelle sue fotografie il sorriso lega tutto, tiene assieme le immagini, le racconta ancora meglio.

L’ironia fotografica è una dote invidiabile, perché la fotografia, di per sé, è sempre in bilico, è sempre seria; la serietà di ogni realtà che viviamo, ed è sempre: retorica. È il suo fermare il tempo a renderla solenne, è il suo mettere al centro del nostro sguardo quell’attimo dello scatto a fare della fotografia un momento retorico nel senso buono del termine.
(dall’introduzione di Roberto Cotroneo)

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ULTIMO NUMERO

Anno XXIX #81

Anno XXIX #81

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Rivista semestrale.

172 pagine, formato mm 220 x 300.

La pubblicazione si rivolge ad amanti della fotografia, fotografi professionisti, artisti, galleristi e operatori del settore culturale come fonte di approfondimento, confronto e anticipazione delle tendenze creative.

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SOMMARIO N.81

Foto di copertina © Chiron Duong

Editoriale
UNO SCAMBIO DI SGUARDI
di FRANCO CARLISI

Portfolio
Chiron Duong
PORTRAITS OF ÁO DÀI: HOPE FOR PEACE AND LOVE
di ATTILIO LAURIA
Kristina Sergeeva
EVERYTHING WENT DARK
di LOREDANA CAVALIERI
Noemi Comi
HUMANO
di DANILA BERRETTI
Ariadna Lasser
QUIA PULVIS ES
di GIUSY RANDAZZO
Stefania Adami
PLEBE
di SERGIO LABATE
Valeria Sacchetti
JOURNEY TO THE LOWLANDS
di GRAZIELLA ARAZZI
Nazzareno Berton/Sergio Carlesso
 “RE/LATE”
di GABRIELLA CORBO
Ricardo Miguel Hernández
UN ARCHEOLOGO DI MEMORIE
di PATRIZIA SOMMELLA
Paola Musumeci
L’ARMONIA DELL’IMPERFEZIONE
di MONICA MAZZOLINI
Massimo Gorreri
TAKE ME TO THE MOON
di MARCO UNIA
Giovanna Magri
NATURE NEED
di GIGLIOLA FOSCHI
Angelo Zzaven
DISSIPATIO
di SARAH DIERNA
Aldo Palazzolo
DISSOLVENZA E LUCE
di ALBERTO GIOVANNI BIUSO
Arturo Safina
IL RITRATTO OLTRE IL RITRATTO
di OSCAR MEO

Incontri
Claudio Argentiero
A.F.I. ARCHIVIO FOTOGRAFICO ITALIANO
di PIPPO PAPPALARDO

Mostre
Franco Carlisi/Francesco Cito
ROMANZO ITALIANO
di GIUSY RANDAZZO
Eve Arnold
L'OPERA 1950-1980
di MARIA GRAZIA TERRANA
Paolo Pellegrin
L'ORIZZONTE DEGLI EVENTI
di ENRICO MONCADO
8 settembre '43
LA LIBERAZIONE D'ITALIA
di SIMONA LORENZANO

Festival
Cortona On The Move 2023
MORE OR LESS
di PATRIZIA SOMMELLA
IMP 2023
di GABRIELLA CORBO
VISA pour l’Image 2023
di DEBORA RANDISI

Libri
Fausto Meli
InVisibilia
di GIGLIOLA FOSCHI
Michela Liverani
LA DIMENSIONE SILENZIOSA DEL CORPO
di MICHELA CANFORA
Giuliana Mariniello
LA CITTÀ VISIBILE
di MASSIMO MUSSINI
Tano Siracusa
SCONFINAMENTI
di MIMMO BALLETTI
Edoardo Agresti
LA FOTOGRAFIA E L'ARTE DEL GIN TONIC
di PIPPO PAPPALARDO